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venerdì 24 dicembre 2021

venerdì 23 dicembre 2016

Orari celebrazioni liturgiche - Santuario S. Antonio di Padova - Frati Minori - Milano


Santuario S. Antonio di Padova
Via Carlo Farini 10, 20154 Milano
Tel. 02 655 1145



COME RAGGIUNGERE IL SANTUARIO

Metro lilla, M5, fermata Monumentale
Metro Verde, M2 fermata Garibaldi
Ferrovie Trenord, Stazione Milano Porta Garibaldi
Passante ferroviario, Stazione Milano Porta Garibaldi
Linee tramviarie 4, 2, 10




sabato 5 dicembre 2015

6-7-8- Dicembre 2015 - Mercatino Natalizio Francescano - Convento S. Antonio, via Carlo Farini, 10 Milano

Ci nascerà un fanciullo 
e sarà chiamato Dio forte.
Siederà sul trono del suo antenato Davide,
e regnerà
e avrà su di sé ogni potere,


Con Sorella
Provvidenza
alla Greppia
di Gesù

Biglietti e decori natalizi,
marmellate, borse, bazar,
lavori a maglia, fiori, bijoux,
feltro, candele, biscotti...


Fai un dono
nella condivisione!

Orari:
6-8 dicembre
8,30/13,00   16,30/19,00

7 dicembre
16,30/19,00

Mezzi di trasporto:
Metro lilla, M5, fermata Monumentale
Metro Verde, M2 fermata Garibaldi
Ferrovie Trenord, Stazione Milano Porta Garibaldi
Passante ferroviario, Stazione Milano Porta Garibaldi
Linee tramviarie 4, 2, 10



lunedì 15 dicembre 2014

ORARI DELLE CELEBRAZIONI NELLE FESTE NATALIZIE 2014/2015 -SANTUARIO SANT'ANTONIO DI MILANO - Raccolta straordinaria natalizia 28 -31 dicembre 2014

ORARI DELLE CELEBRAZIONI NELLE FESTE NATALIZIE 2014/2015



IL NATALE DI FRANCESCO


Come viveva il Natale Francesco d'Assisi? Per dare una risposta a questa domanda, dobbiamo tenere presenti i racconti dei biografi, tra cui eccelle il famoso episodio del Natale di Greccio, ma soprattutto leggere con attenzione gli Scritti di francesco, là dove, in modi diversi, viene evocato il misero dell'incarnazione. In un breve articolo non si può certamente fare tutta questa ampia analisi di questi testi fondamentali, ma se vogliamo tentare di tirare le fila di un tale percorso, possiamo partire da una affermazione che può sembrare ovvia: per Francesco il Natale è il Natale del Signore. Al centro della sua attenzione è il Signore Gesù, il Figlio di Dio che prende "la vera carne della nostra umiltà e fragilità". Mentre siamo spesso tentati di fare del Natale una festa della solidarietà o dell'amore, una festa della famiglia o dei buoni sentimenti, Francesco ci ricorda con forza che il senso di questa festa è anzitutto la nascita del Figlio di Dio. si tratta di un messaggio importante: al centro è Dio e la sua scelta di diventare uomo, e solo in un secondo momento, a partire da questo solido nucleo di fede, potrà venire tutto il resto, buoni sentimenti compresi.
Posto questo solido fondamento "teologico", la maniera con cui Francesco guarda il mistero è caratteristica: egli viene colpito soprattutto dalla povertà di Gesù e di sua madre, dalla scelta di abbassamento che si manifesta nella greppia di Betlemme (e che vuole riprodurre visibilmente a Greccio), una scelta che si realizza allo stesso modo in tutta la vita di Gesù "che fu povero e ospite e visse di elemosine, lui e la beata Vergine e i suoi discepoli" e che si manifesta ugualmente oggi davanti ai nostri occhi nell'eucarestia, mistero dell'umiltà di Dio" e prolungamento dell'incarnazione. Ogni volta che Francesco si accosta al pane consacrato, egli contempla nuovamente il farsi carne del Figlio di Dio, "colui che totalmente a noi si dona" e davanti al quale l'unica risposta può essere un dono altrettanto totale, nella espropriazione radicale.
Questa attenzione all'immagine di Dio che si fa "minore", cioè più piccolo, che "è nato lungo la via e deposto in una mangiatoia, poiché non c'era un posto nell'albergo" (Ufficio della passione, salmo XV, 7: FF 303) gli fa apprezzare la bellezza dell'umiltà e della semplicità e si esprime in una "estetica della povertà", che risplende magnificamente nella notte del Natale di Greccio. Non è esagerato parlare di una concezione estetica, perché in quell'episodio c'è una chiara percezione della bellezza, che consiste in quella "semplicità, povertà, umiltà", che richiama "la nascita del Re povero e Betlemme città piccolina". Tale bellezza genera un godimento,cui Francesco è sensibile, e che egli gusta con tutti i suoi sensi, nel grato stupore della vista, nella dolcezza del gusto e del tatto, nella gioia canora dell'udito. L'estetica della povertà trova a Greccio la sua solenne celebrazione.
Tutto questo provoca dunque in Francesco l'emozione e la gioia dei sensi spirituali, suscita in lui la piena degli affetti, ma soprattutto diventa in lui esperienza di vita vissuta: egli sa di essere "figlio del Padre, fratello sposo e madre del Signore Gesù", con una maternità che si esprime in "opere sante" e che risplende agli altri in esempio. Queste ultime espressioni, che si trovano nella sua Lettera ai fedeli, mostrano che, secondo Francesco, la nascita del Figlio di Dio non avviene solo in Maria, ma deve compiersi in ognuno di noi, chiamato ad essere "madri" del Signore Gesù. Nel salmo del Natale, dell'Ufficio della Passione egli conclude la sua prolungata lode contemplativa del mistero dell'incarnazione con queste parole: "Portate in offerta i vostri corpi e caricatevi sulle spalle la sua santa croce e seguite sino alla fine i suoi comandamenti". La contemplazione del mistero di Betlemme genera anzitutto la lode, ma questa lode non è sterile, fiorisce nella sequela fedele del Signore e partorisce opere sante che "devono risplendere in esempio". Francesco non si accontenta di guardare con ammirazione il mistero del Natale, ma sente di volersi coinvolgere concretamente con la sua stessa vita e con il suo agire.
Le opere sante e l'esempio che risplende per gli altri ci mostrano un ultimo tratto del sentire di Francesco, che spiega anche l'episodio di Greccio o il suo desiderio, ricordato dai biografi, di rivolgersi all'imperatore perché decretasse la distribuzione, nel giorno del Natale, di viveri per tutti, uomini e animali: Francesco sente profondamente che la gioia del Natale va condivisa. Egli non può tenere per sé tale profonda esultanza, e deve annunciarla a tutti, nell'invenzione di quella notte "sceneggiata" per tutti gli abitanti della vallata di Greccio o nell'invito ripetuto e cantato delle antiche parole del salmo: "Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore la gloria e l'onore; date al Signore la gloria per il suo nome".
La gioia del Natale è contagiosa e va condivisa, soprattutto con gli ultimi e i poveri, che sono gli amici di Dio.
E' questa gioia condivisa, annunciata e vissuta da Francesco, che vi auguriamo anche in questo Natale, che ha tanto bisogno di solidarietà e di condivisione.
Fra Cesare Vaiani


Sant'Antonio, Bollettino del Santuario di Sant'Antonio da Padova
Via Carlo Farini, 10 -  Milano
Tel. 02.65.51.145 
numero 4/2014 -  OTTOBRE-DICEMBRE
in distribuzione presso il Santuario.

sabato 29 novembre 2014

6-7-8 dicembre 2014
8,30/13,00  -  16,30/19,30
Milano, Via Carlo Farini, 10
Convento S. Antonio

Mercatino Natalizio Francescano 

Con Sorella Provvidenza
alla Greppia di Gesù  

Biglietti e decori natalizi, 

marmellate, borse, bazar, 

lavori a maglia, marmellate, 

bijoux, feltro, candele, 

Fai un dono nella condivisione! 

 Mezzi di trasporto: Stazione FS Milano Porta Garibaldi, Passante ferroviario Milano Porta Garibaldi, M2 Porta Garibaldi, M5 Porta Garibaldi, ATM linee 2, 4,  37,  fermata Farini/Ferrari.


lunedì 9 dicembre 2013

FESTE NATALIZIE 2013 - Orari delle celebrazioni nel Santuario Basilica di S. Antonio di Padova , Via Carlo Farini, 10, Milano - FRANCESCO E IL PRESEPE DI GRECCIO

FRANCESCO E IL PRESEPE DI GRECCIO

Tutti conosciamo l'episodio del Natale di Greccio, quando Francesco volle celebrare in un modo nuovo la natività del Signore. Egli si rivolse ad un suo nobile amico, di nome Giovanni, signore della località di Greccio, e gli chiese di poter "vedere con gli occhi del corpo" la povertà e i disagi in cui era nato il Signore.


Fu dunque disposto il luogo per la celebrazione della veglia e della messa di mezzanotte, cui fu invitata la popolazione dei dintorni, che accorse festosa insieme ai frati, portando torce e fiaccole: si trovò una grotta, si dispose del fieno su una greppia che fungeva da altare, si collocarono accanto a quell'improvvisato altare l'asino e il bue, e si celebrò l'eucaristia, durante la quale Francesco stesso cantò il Vangelo e predicò su Gesù Re povero e su Betlemme città piccolina. Il racconto del biografo si conclude narrando anche la visione di un uomo presente, che vide Francesco risvegliare dal sonno un bambinello addormentato, prendendolo tra le braccia. 
Questo Natale che san Francesco volle celebrare a Greccio è spesso ricordato come l'invenzione del presepio. In verità, di un presepio piuttosto singolare si tratta: è infatti un presepio senza statue. Francesco fa preparare la grotta e la mangiatoia, fa condurre il bue e l'asino, e in quella "scenografia" viene celebrata l'eucaristia, sopra la mangiatoia.  E' l'eucaristia che sta al centro, e questo per una convinzione profonda di Francesco, sulla quale vale la pena di soffermarsi, perchè manifesta un aspetto importante del Natale, secondo l'intuizione del poverello.
Egli è infatti convinto che l'eucaristia ripete, in qualche modo, il mistero dell'Incarnazione, che contempliamo nel presepio di Betlemme; e su questo tema ritorna più di una volta nei suoi Scritti, che insistono su questo parallelismo tra incarnazione ed eucaristia.
Così Francesco si esprime nell'Ammonizione I (vv. 16-21: FF 144): "Ecco ogni giorno egli si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del padre sull'altare nelle mani del sacerdote". Secondo queste parole di Francesco, l'eucaristia riattualizza l'incarnazione nel grembo di Maria, con un chiaro parallelo tra i due eventi: "come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine".
Come l'incarnazione rende visibile il Dio invisibile, così avviene nell'Eucaristia, della quale più volte Francesco sottolinea che è il modo in cui è possibile "vedere corporalmente" qualcosa del Signore Dio (così nel Testamento 10: FF 113 o nella Lettera ai Chierici 3: FF207). La verità della carne di Cristo continua nel sacramento.; e la stessa fede che era richiesta ai contemporanei di Gesù per riconoscere in quella carne il Figlio di Dio, è richiesta oggi a noi per riconoscere nell'eucaristia il suo corpo e sangue. Quando parliamo di incarnazione, dunque, non è solo un fatto lontano: ci è accessibile anche oggi nell'eucaristia.
Accogliamo allora questo invito di Francesco a vivere il Natale di Gesù ogni volta che celebriamo l'eucaristia: per noi sarà un bel modo di condividere con san Francesco lo sguardo adorante e la gioia semplice che egli visse a Greccio.
Ma possiamo osservare anche altri aspetti che emergono dall'episodio di Greccio. Secondo Tommaso da Celano, il biografo che per primo ci narra quell'episodio, Francesco spiega così il suo intento al nobile amico Giovanni: "Se desideri che celebriamo a Greccio la presente festa del Signore, affrettati a precedermi e prepara diligentemente quanto ti dico. Voglio infatti far memoria del Bambino che è nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come fu posto sul fieno tra il bue e l'asino". Da queste parole, emerge che l'oggetto primo dell'interesse di Francesco è la povertà di Gesù e i disagi di quello straordinario neonato. La semplicità - povertà - umiltà che risplende nella scena di Greccio, prima ancora di essere quella di Francesco, è quella di Gesù. La povertà radicale, che affascina Francesco e che lo muove a mettere in piedi tutta questa "sceneggiata", è l'incarnazione del Figlio di Dio, che da grande e immenso si fa povero e piccolo.
Francesco ci invita così a lasciarci conquistare dalla povertà di Gesù: sarà questa la via per diventare anche noi un po' più poveri.
Le parole di Francesco manifestano anche la volontà di "far memoria" (il latino dice proprio "memoriam agere"), usando un'espressione che è tipica del mistero cristiano celebrato nella liturgia, quando obbediamo a Gesù che ci ha detto "fate questo in memoria di me". Si tratta di un compito essenziale della fede, che per certi versi è proprio un continuo far memoria del Signore Gesù. Il contrario della memoria è la dimenticanza, e sappiamo bene che il rischio dell'oblio è attualissimo, tipico del nostro tempo moderno: quella dimenticanza che si nasconde dietro la superficialità, l'esteriorità, l'incapacità di fermarsi che spesso contraddistingue la nostra vita travolta dagli impegni. Il proposito di Francesco, che voleva "far memoria" del signore nato a Betlemme, ci provoca e ci interroga: quanto la nostra fede è capace di far memoria del Signore nel tempo di oggi, con la stessa efficacia e creatività?
Merita attenzione anche il proposito, espresso da Francesco di "vedere con gli occhi del corpo" i misteri del Signore. Da questa esigenza nasce la volontà di rappresentare, con pieno coinvolgimento dei cinque sensi: la vista (le luci, le torce e le fiaccole di quella notte, l'ambientazione stessa della grotta, dell'asino e del bue), l'udito (i canti armoniosi dei frati e del popolo, il canto del Vangelo), il tatto (la visione del bimbo risvegliato e preso in braccio), addirittura il gusto (con Francesco che, secondo il biografo, si lecca le labbra ogni volta che pronuncia il nome di Gesù, quasi ad assaporarne la dolcezza). E possiamo pensare che anche l'olfatto avesse la sua parte, se non altro per la presenza degli animali accanto all'altare!  Coinvolgimento totale, di tutto l'uomo, di tutte le capacità sensoriali e recettive dell'uomo, un coinvolgimento che diventa annuncio ed evangelizzazione. Forse per noi è anche un invito a rivedere l'intellettualismo di tanti modi di annunciare il vangelo o anche di pregare. Siamo invitati da Francesco a non avere paura dei sensi, ma a sviluppare un sano rapporto con i nostri sensi, quelli corporei e quelli spirituali, scoprendo così che gli uni rimandano agli altri.
Il presepio di Greccio è anche un chiaro invito a lasciare più posto alla creatività e alla novità, senza aver paura di quel che non si è mai fatto: nessuno aveva mai celebrato il Natale in quel modo, eppure l'intuizione geniale di Francesco diventa generatrice, se non del presepio in assoluto, certo della capacità di dare corpo alla rappresentazione, come il genio cristiano ha saputo fare nel corso dei secoli, in tante forme artistiche. Dare spazio anche ai sentimenti, senza avvilirci in celebrazioni seriose, ma con la capacità di dar voce alla gioia e al canto, alla celebrazione festosa, alla bellezza, da godere con tutti i sensi.  E infine, forse soprattutto a noi francescani, ricorda anche che la povertà è bella: è anche esteticamente bella. A Greccio tutto parla di povertà, di semplicità, di mezzi molto poveri: eppure risplende sovrana la bellezza. Riusciremo anche noi a essere fedeli a questa "estetica della povertà" che Francesco ci insegna con eleganza e con semplicità, e che noi francescani siamo chiamati a testimoniare nel mondo di oggi, e anche nella chiesa di oggi, troppo spesso sovraccarica di inutili orpelli?


fr. Cesare Vaiani


Tratto da 
Sant'Antonio, Bollettino del Santuario di Sant'Antonio da Padova
Via Carlo Farini, 10 -  Milano
Tel. 02.65.51.145 
numero 4/2013 -  OTTOBRE -DICEMBRE
in distribuzione presso il Santuario.




CORO DI NATALE
Natale, Amore senza tempo

Coro dell'Università degli Studi di Milano Bicocca
Brani di G.P.da Palestrina, J. Pachelbel, G.F. Haendel, G. Fauré, G. Brahms, H. Berlioz, B. Britten, J. Rutter, 

Organo: Stefano Borsatto
Direttore: Alessandra Zinni

Domenica 15 dicembre ore 16,oo
Basilica di S. Antonio di Padova via Carlo Farini ,10 Milano

Ingresso libero






ORARI DELLE CELEBRAZIONI NELLE FESTE NATALIZIE 2013/2014

MARTEDI' 24 DICEMBRE
18,30 S. Messa prefestiva
23,15 Veglia di preghiera / 24,00 S. Messa della natività

MERCOLEDI' 25 DICEMBRE, NATALE DEL SIGNORE
SS. Messe ore 7,3o/9,00/10,30 / 12,00 / 18,oo
Lodi mattutine ore 8,30 / Vespri dopo la messa vespertina

DOMENICA 29 DICEMBRE, SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH
SS. Messe ore 7,3o/9,00/10,30 / 12,00 / 18,oo
Lodi mattutine ore 8,30 / Vespri dopo la messa vespertina


MARTEDI' 31 DICEMBRE
18,30 S. Messa di fine anno e canto del Te Deum 

MERCOLEDI' 1 GENNAIO, MARIA MADRE DI DIO
GIORNATA DELLA PACE
SS. Messe ore 7,3o/9,00/10,30 / 12,00 / 18,oo
Lodi mattutine ore 8,30 
Dopo la messa vespertina, esposizione del Santissimo Sacramento, adorazione e celebrazione dei Vespri con canto del Veni Creator Spiritus.

DOMENICA 5 GENNAIO, II DOPO NATALE
SS. Messe ore 7,3o/9,00/10,30 / 12,00 / 18,oo
Lodi mattutine ore 8,30 / Vespri dopo la messa vespertina

LUNEDI' 6 GENNAIO, EPIFANIA DEL SIGNORE
SS. Messe ore 7,3o/9,00/10,30 / 12,00 / 18,oo
Lodi mattutine ore 8,30 / Vespri dopo la messa vespertina


Se vuoi fare un'offerta puoi utilizzare il CCP 23390206 - Convento sant'Antonio
via C. Farini, 10 - 20154 MILANO - tel.\ fax: 02-6551145