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lunedì 8 giugno 2026

Festa di sant'Antonio di Padova 2026

 


COME RAGGIUNGERE IL SANTUARIO

Metro lilla, M5, fermata Monumentale
Metro Verde, M2 fermata Garibaldi
Ferrovie Trenord, Stazione Milano Porta Garibaldi
Passante ferroviario, Stazione Milano Porta Garibaldi

Linee tramviarie 4, 2, 70, 33


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martedì 19 maggio 2026

23-24 maggio 2026 - Giornata di Terra Santa - Santuario di sant'Antonio di Padova a Milano in via Farini10

 Insieme ai francescani missionari per custodire i luoghi santi della fede e la presenza cristiana in Terra Santa 



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giovedì 7 maggio 2026

Ci ha lasciati fr. Paolo Dozio

 Ci ha lasciati questa notte nell'infermeria di Sabbioncello di Merate fr. Paolo Dozio, sacerdote, di anni 66. È stato rettore del Santuario negli ultimi 3 anni.

Le esequie verranno celebrate nella nostra chiesa domani, venerdì 8 maggio, alle ore 15:00.

𝘖 𝘎𝘦𝘴𝘶 𝘳𝘦 𝘪𝘮𝘮𝘰𝘳𝘵𝘢𝘭𝘦 

𝘶𝘯𝘪𝘴𝘤𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 

𝘪 𝘳𝘪𝘯𝘢𝘵𝘪 𝘯𝘦𝘭 𝘣𝘢𝘵𝘵𝘦𝘴𝘪𝘮𝘰.

𝘐𝘳𝘳𝘢𝘥𝘪𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘢 𝘊𝘩𝘪𝘦𝘴𝘢 

𝘱𝘦𝘨𝘯𝘰 𝘥'𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘦 𝘥𝘪 𝘱𝘢𝘤𝘦 

𝘭𝘢 𝘭𝘶𝘤𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘢 𝘗𝘢𝘴𝘲𝘶𝘢


lunedì 29 settembre 2025

Festa di san Francesco 2025 - Santuario di sant'Antonio di Padova, Milano, 3 e 4 ottobre 2025


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mercoledì 30 luglio 2025

2 agosto 2025 - Il Perdono di Assisi nel Santuario di sant'Antonio di Padova, via Farini, Milano




Condizioni richieste

L'indulgenza del Perdono di Assisi è lucrabile da mezzogiorno del 1° agosto a mezzanotte del 2 agosto oppure, con il consenso dell'Ordinario, nella domenica precedente o seguente (a partire dal mezzogiorno del sabato fino a mezzanotte della domenica).

  1. Visitare la chiesa della Porziuncola, o una chiesa parrocchiale o una chiesa francescana, o una chiesa che ne abbia l'indulto. Recitare il Credo, per confermare la propria identità cristiana, e il Padre nostro, per confermare la propria dignità di figli di Dio.
  2. Accostarsi al sacramento della Riconciliazione per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti).
  3. Partecipare alla Santa Messa e Comunione eucaristica.
  4. Pregare secondo le intenzioni del Santo Padre (almeno un Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.
  5. Escludere qualsiasi affetto al peccato, anche veniale.
Nella Porziuncola di Assisi l'indulgenza è lucrabile tutti i giorni dell'anno.

La Confessione, la Comunione e le preghiere secondo le intenzioni del Sommo Pontefice possono essere effettuate entro otto giorni precedenti o successivi (se non si è in peccato mortale) al giorno dell'indulgenza; tuttavia è conveniente che la Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte lo stesso giorno in cui si visita il luogo sacro prescelto e si partecipa alla santa Messa.
Tratto da Sulla tua Parola
Messalino, luglio /agosto 2014, pag. 274
Editrice Shalom



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venerdì 6 giugno 2025

domenica 2 marzo 2025

QUARESIMA nell'anno del Signore 2025 - Basilica s. Antonio di Padova - Milano

 


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lunedì 10 giugno 2024

Festa S. Antonio di Padova 2024 - Basilica Santuario S. Antonio di Padova, Milano

 


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mercoledì 20 dicembre 2023

CELEBRAZIONI nel TEMPO di NATALE 2023-2024 - SANTUARIO BASILICA DI S. ANTONIO DI PADOVA, MILANO

 


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ASSOCIAZIONE PRO TERRA SANCTA

CREARE LEGAMI TRA LA TERRA SANTA E IL MONDO

venerdì 1 ottobre 2021

Solennità di San Francesco d'Assisi - Basilica di S. Antonio - Via Carlo Farini 10 - Milano

 


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IL GESU' DI FRANCESCO


Con l'inizio di ottobre ritorna la festa di san Francesco, cara a tutti noi francescani e a quanti frequentano il nostro Santuario. Vogliamo riflettere brevemente su quale è l'immagine di Gesù che ha particolarmente colpito Francesco. Infatti, se pure è vero che Gesù Cristo è lo stesso per tutti i cristiani, è altrettanto vero che ognuno di noi ne ha una percezione personale: in questo senso si può parlare del "Gesù di Francesco", indagando quali aspetti del mistero di Cristo lo hanno più colpito.
Una conoscenza spirituale di Gesù Cristo.
La chiave di accesso per entrare nella conoscenza di Gesù Cristo ci è fornita secondo Francesco, dallo Spirito del Signore: è solo aprendosi all'azione dello Spirito santo che si può entrare in un rapporto vivo con Gesù, incontrato come una persona viva oggi, e non semplicemente come un personaggio storico vissuto tanto tempo fa. Se ci pensiamo bene, è questa la differenza tra la conoscenza di Gesù e quella di altri personaggi storici: con Gesù mi rapporto sapendo che è vivo oggi, mentre degli altri parlo come di persone del passato. Questa differenza è resa possibile dall'azione dello Spirito, come insegna Francesco, nell'Ammonizione 8 quando afferma: "Dice l'Apostolo: "Nessuno può dire: Signore Gesù, se non nello Spirito Santo", dimostrando così di avere ben presente l'importante affermazione di san Paolo (1 Cor 12,3) che riconduce all'azione dello Spirito il riconoscimento di Gesù come Signore, cioè risorto e vivo.
Possiamo capire meglio l'importanza di questo tema rileggendo l'Ammonizione 1, che descrive due atteggiamenti, quello del vedere e quello del vedere e credere. Francesco afferma  che come i contemporanei di Gesù dovevano passare dal vedere un semplice uomo al vedere e credere che era il Figlio di Dio, così noi oggi, davanti al pane consacrato, dobbiamo passare dal vedere del semplice pane al vedere e credere che è il corpo di Cristo. 
Francesco afferma che questo passaggio, che è la fede, viene suscitato in noi dallo Spirito del Signore: è per l'azione dello Spirito dunque che possiamo riconoscere davvero Gesù in maniera "spirituale". Al "vedere secondo l'umanità" è contrapposto il "vedere e credere secondo lo Spirito e la divinità", dove lo Spirito svolge il suo ruolo; allo stesso modo, alla "vista con gli occhi del corpo" si contrappone il "contemplare con gli occhi spirituali".
Questi "occhi spirituali" non sono solo gli "occhi interiori", quasi che "spirituale" sia sinonimo di "interiore, intimo, profondo"; sono spirituali per riferimento allo Spirito santo, lo Spirito del Signore, e la conoscenza "spirituale" di Gesù Cristo è quella che si attua mediante il suo Spirito.

Il corpo e il sangue del Signore e le sue sante parole
Già il riferimento all'Ammonizione 1 ci ha fatto incontrare con una caratteristica della fede di Francesco in Gesù: quando egli deve parlare di Gesù, spesso si riferisce al sacramento dell'Eucarestia e alle sante parole del Signore. Sembra quasi che Francesco non voglia mai parlare di fede in termini generici, ma scelga piuttosto di far sempre riferimento alle forme specifiche che tale fede assume: l'eucarestia e le sante parole.
Nasce così una importante considerazione: Francesco è consapevole che noi non possiamo "inventarci"  una immagine di Gesù come meglio ci aggrada, ma dobbiamo sempre tenere fermo il riferimento "oggettivo", costituito dalla Parola e dal Sacramento. Non si tratta di un rischio da poco: sappiamo bene che sempre l'uomo religioso è tentato di "costruirsi" la propria immagine di Dio. Francesco, con la sua caratteristica di riferirsi sempre al sacramento del Corpo di Cristo e alle sue sante parole, è modello di un credente che accoglie l'oggettiva immagine di Cristo e non si inventa, a suo piacere, un "amico immaginario" cui dare il nome di Gesù.
Ognuno di noi può chiedersi se, anche per noi, la Messa cui partecipiamo e la Parola di Dio che ascoltiamo riescono a influire sulla nostra immagine di Gesù.

Gesù rivela l'umiltà di Dio
Accogliendo l'immagine di Gesù quale si rivela nell'eucarestia e nelle sante parole, Francesco viene colpito da una caratteristica che egli stesso definisce "l'umiltà di Dio":  "O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell'universo, Dio e Figlio di Dio, così si umili da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane! Guardate fratelli, l'umiltà di Dio, ed aprite davanti a lui i vostri cuori" (LOrd 26-29: FF 221).
Questa umiltà di Dio è il tratto che più ha colpito Francesco nella figura di Gesù, anche al di fuori dei testi con riferimento eucaristico, tanto da poter dire che "il Gesù di Francesco" è quello dell'abbassamento. dell'umile dono di sé, della lavanda dei piedi.
E' il Signore Gesù "che offrì la sua vita per le sue pecore, e pregò il Padre per noi" (2Lf 56: FF 201); di lui Francesco dice che "questo Verbo del Padre, così degno, così santo, così glorioso... dal grembo di Maria ricevette la vera carne della nostra umanità e fragilità. Lui, che era ricco sopra ogni altra cosa, volle scegliere in questo mondo, insieme alla beatissima Vergine, sua madre, la povertà" (2Lf 4-15: FF 181-185).
Il Gesù cui Francesco pensa è il "Figlio del Dio vivo, onnipotente, che rese la sua faccia come pietra durissima, né si vergognò, ma fu povero e ospite e visse di elemosine, lui e la beata Vergine e i suoi discepoli" (Rnb 9, 4-5: FF 31), quel Signore che esercita la sua signoria lavando i piedi ai discepoli, in un gesto che ha colpito assai Francesco, che ne parla per indicare il modello del rapporto tra superiori e sudditi.
Bisogna ben sottolineare che l'umiltà e l'abbassamento che ha colpito Francesco resta, tuttavia, l'umiltà di Dio, di Colui che è Dio con il Padre, e che Francesco vede sempre in relazione col Padre e con lo Spirito santo. E' proprio perché colui che si umilia è il Figlio di Dio che il suo gesto di abbassamento assume un significato importante: non si viene colpiti dalla bassezza di quanto è destinato a restare in basso, ma dall'abbassamento di Colui che, per natura, è uguale al Padre. Nel contemplare l'umiltà di Dio, Francesco coglie in un solo, profondissimo sguardo, sia l'altezza che l'abbassamento, sia lo splendore della gloria del Figlio unigenito che la scelta di "minorità" da lui compiuta, nascendo come ultimo e minore tra gli uomini.

La sequela e l'intimità con Gesù Cristo
Una tale immagine di Gesù dà origine allo stile della sequela di Francesco, che si impegna proprio nel condividere la minorità di Gesù. La scelta di vivere "senza nulla di proprio", che caratterizza la vita di Francesco d'Assisi, esprime la sequela di quel Gesù che per noi si è fatto povero. La povertà diventa dunque la capacità di assumere, nello Spirito, il medesimo atteggiamento di Gesù, come Francesco lucidamente afferma nell'ultima volontà scritta per santa Chiara, ormai verso la fine della sua vita: "Io, frate Francesco piccolo, voglio seguire la vita e la povertà dell'altissimo Signore nostro Gesù Cristo e della sua santissima madre e perseverare in essa sino alla fine".
L'immagine di Gesù che ha colpito Francesco caratterizza la sua sequela attraverso la scelta di essere fratello e minore, per seguire Lui, che si è fatto nostro fratello e sta in mezzo a noi come colui che serve.
Anche noi potremo seguire l'esempio di Francesco, diventando fratelli minori di coloro che incontriamo.
Tratto da Sant'Antonio
BOLLETTINO DEL SANTUARIO
 DI SANT'ANTONIO DA PADOVA
N.3 LUGLIO-SETTEMBRE 2014

mercoledì 17 febbraio 2021

Quaresima 2021 - Basilica Santuario S. Antonio-Via C. Farini 10 Milano


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venerdì 29 dicembre 2017

28 dicembre 2017 - Padre Francesco Bravi è tornato alla Casa del Padre

Il giorno 28 dicembre, nell'infermeria di Sabbioncello, si è spento padre Francesco Bravi, già Padre Provinciale, che tutti i fedeli del Santuario di sant'Antonio di Padova hanno conosciuto e apprezzato per la Sua fede e  per le innumerevoli opere di bene compiute, soprattutto a favore dei poveri ed emarginati, per la sua tranquilla saggezza e per le altre tanti doti con cui il Signore lo aveva benedetto.
Lo ringraziamo e preghiamo per la Sua anima, sapendo bene che padre Francesco Bravi sta già pregando per la nostra.
I funerali si svolgeranno nella chiesa francescana di S. Angelo alla Moscova  Piazza S. Angelo, 2, Milano, sabato, 30 dicembre alle ore 11.

lunedì 2 ottobre 2017

Santuario Sant'Antonio di Padova a Milano - 4 ottobre 2017, Festa di San Francesco d'Assisi

4 ottobre - San Francesco d'Assisi, diacono, fondatore dei tre ordini, patrono d'Italia

"Tutti i frati si impegnino a seguire l'umiltà e la povertà del Signore nostro Gesù Cristo, e si ricordino che di tutto il mondo, come dice l'Apostolo, noi non dobbiamo avere nient'altro, se non il cibo e l'occorrente per vestirci e di questo ci dobbiamo accontentare. e devono essere lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, infermi e lebbrosi e tra i mendicanti lungo la strada. E quando sarà necessario, vadano per l'elemosina. e non si vergognino, ma si ricordino piuttosto che il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo  Onnipotente, rese la sua faccia come pietra durissima, né si vergognò. E fu povero e ospite e visse di elemosine lui e la beata Vergine e i suoi discepoli. E quando gli uomini li facessero arrossire e non volessero dare loro l'elemosina, ne ringrazino Iddio, perché per tali umiliazioni riceveranno grande onore  presso il tribunale del Signore nostro Gesù Cristo."  San Francesco d'Assisi, Regola non bollata, Capitolo IX,  "Del chiedere l'elemosina", Fonti Francescane 29,30,31



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venerdì 23 dicembre 2016

Orari celebrazioni liturgiche - Santuario S. Antonio di Padova - Frati Minori - Milano


Santuario S. Antonio di Padova
Via Carlo Farini 10, 20154 Milano
Tel. 02 655 1145



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